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Bagni Nettuno a Tirrenia

Vacanze al mare a Tirrenia tra natura e architettura

10 commenti

Le classiche vacanze italiane “stessa spiaggia stesso mare” per me significano Tirrenia, in Toscana. Questa ridente frazione marina in provincia di Pisa vanta fulgidi esempi di architettura razionalista, ovvero lo stile che ha ispirato quasi tutti i capannoni industriali, un passato di divertimenti notturni, la base militare USA più estesa fuori dal territorio americano e un’Oasi WWF.

Tirrenia e la sua storia senza gloria

Per chi non fosse mai venuto da queste parti, Tirrenia è una piccola frazione di Pisa che si affaccia sul Mar Tirreno (da cui il nome super originale), e si trova tra Marina di Pisa e Calambrone. In realtà Wikipedia specifica che Tirrenia si affaccerebbe ancora sul Mar Ligure, ma vabbè.

Un tempo comunque Tirrenia era una pacifica area palustre. Durante gli anni Trenta, in pieno ventennio fascista, i gerarchi dell’epoca decisero che doveva diventare la “Perla del Mediterraneo”, nonché capitale del cinema.

Per fare le cose in grande, il regime chiamò a raccolta il meglio degli architetti razionalisti dell’epoca, tra cui Antonio Valente, Adolfo Coppedè e Federico Severini. Ho sempre pensato che l’hotel dove trascorrevo le vacanze estive da bambina fosse un orrendo casermone e invece era uno dei pregevoli esempi di architettura razionalista di Tirrenia. Ah.

Dei grandi studi cinematografici di Tirrenia comunque non rimane più niente perché furono un flop colossale, in parte dovuto alla nascita degli studi di Cinecittà a Roma. In compenso, la confinante di Calambrone fu riciclata come “città dell’infanzia” impiantandoci una serie di colonie marine.

Colonia marina femminile dei Fasci Italiani all'Estero a Calambrone, vicino a Tirrenia
Colonia marina femminile dei Fasci Italiani all’Estero, ora Villaggio Solidago, a Calambrone, la frazione confinante con Tirrenia, fulgido esempio di architettura razionalista (boh!) degli architetti Giulio Pediconi e Mario Paniconi

Durante gli ultimi anni della seconda guerra mondiale, Tirrenia divenne poi una specie di terra di nessuno, con la sua pineta di Tombolo popolata da disertori americani, signorine di facili costumi e altri personaggi pittoreschi. Infine, gli americani nel dopoguerra ci impiantarono la base americana di Camp Darby, famosa per essere il deposito di armi più grande fuori dal territorio americano.

Cosa fare in vacanza a Tirrenia

Negli anni Ottanta Tirrenia era invece famosa per la sua discoteca Club Imperiale e ho scampato il suo periodo tamarro per un pelo. Per quanto ricordo io, Tirrenia è infatti sempre stata una sonnacchiosa frazioncina marittima, con i suoi alberghi con pensione completa lungo tutta la costa e gli ombrelloni colorati sulle spiagge.

Tirrenia è perfetta per chi vuole andare al mare, rosolarsi al sole, mangiare e dormire, attività amatissime dai pensionati e che talvolta pratico volentieri pure io da quando ho un figlio, escluso rosolarmi al sole perché mi scotto. I piccoletti qui possono fare castelli di sabbia in tutta tranquillità, tuffarsi in piscina o scatenarsi con la baby dance.

Sul perché dei cosini minuscoli di meno di due anni saltellino come dei matti sulle note di Gangnam Style, o di canzoncine da bambini remixate, per me rimane ancora un mistero.

Se invece preferiamo esplorare i dintorni, Tirrenia vanta una certa importanza naturalistica grazie alle sue dune situate in un’area protetta dal WWF.

Le dune di Tirrenia e il loro ecosistema da tutelare

Periodicamente il WWF organizza delle visite guidate alle dune di Tirrenia per scoprire le piante della macchia mediterranea. L’area dell’Oasi WWF copre circa 24 ettari lungo il litorale.

Se cercate informazioni su Google Maps purtroppo troverete molte recensioni errate perché le dune di Tirrenia non comprendono il mare, la spiaggia o i bagni, bensì solo una parte di terreno tra la strada e i bagni con cui condividono solo una parte di sentiero.

Le dune di Tirrenia sono delle montagnole di sabbia modellate dal vento su cui crescono numerose specie di piante della macchia mediterranea, tra cui alcune liane. I volontari del WWF durante le visite guidate ci forniscono tantissimi dettagli sui nomi delle piante, oltre a spiegazioni su come distinguere una specie da un’altra.

Tutte queste informazioni mirano a farci capire l’importanza delle dune di Tirrenia nell’ecosistema della costa. A vederle così sembrano dei cumuli di sabbia con un po’ di piante e invece le dune sono indispensabili per l’equilibrio naturale perché proteggono le falde acquifere di acqua dolce dall’acqua salata del mare, facendo da cuscinetto naturale tra la spiaggia e l’area più interna.

Purtroppo negli anni passati alcuni stabilimenti balneari hanno cementificato parte dell’area protetta e i turisti cafoni continuano a gettare immondizia lungo i sentieri rendendo estenuante il lavoro dei volontari. Per visitare l’Oasi dune di Tirrenia potete contattare i volontari via e-mail a dunetirrenia@wwf.it oppure pisa@wwf.it.

Dune di Tirrenia in fiore, foto WWF di Pisa
Anche se a prima vista sembrano solo erbacce le dune di Tirrenia sono una parte fondamentale dell’ecosistema costiero, foto WWF di Pisa

Conoscevate già Tirrenia, questa sonnacchiosa località marittima in provincia di Pisa? Io devo ammettere che, nonostante la mia passione per i viaggi avventurosi, da quando è arrivato il piccolo Britalian baby mi rendo conto di avere proprio bisogno di rilassarmi con qualche noiosissimo soggiorno tutto compreso!

Fatemi sapere nei commenti qual è la vostra spiaggia italiana del ♥ o quella che avete frequentato di più, e se anche voi dopo la nascita dei vostri figli avete avuto bisogno di lasciare lo zaino nell’armadio per fare una vacanza a tutto relax!

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10 commenti

ARGELATI LAURA 02/09/2019 - 18:51

Perdonami ma da residente a Calambrone non posso astenermi da una correzione: Tirrenia è una cosa, Calambrone un’altra e diversa è la loro storica. Le colonie si trovavano solo ed esclusivamente a Calambrone, non a Tirrenia e qui si trova infatti il complesso Solidago. Per quanto riguarda le oasi wwf, oltre a quelle delle dune di Tirrenia, se ne trova una ancora più vasta a Calambrone, il Bosco della Cornacchiaia e tutto il territorio costiero del litorale pisano rientra sotto la tutela del Parco naturale di San Rossore Migliarino Massaciuccoli

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Paola 02/09/2019 - 21:16

Ciao Laura, grazie per la precisazione! Sulle colonie marine di Calambrone uscirà presto un nuovo post di cui sto ultimando alcuni dettagli. Io ho soggiornato sempre nella colonia Santa Barbara che però viene indicata come Tirrenia in fase di prenotazione e non Calambrone, dove effettivamente dovrebbe essere. Purtroppo per chi viene da fuori è molto difficile reperire informazioni complete, per esempio scopro solo ora grazie a te l’esistenza delle dune di Calambrone! Secondo me quella parte della costa toscana è un’area molto interessante e andrebbe valorizzata meglio, magari con visite guidate che spieghino la storia e l’architettura degli edifici. Pensa che ho scoperto la vecchia stazione per puro caso perché cercavo una ferramenta e comunque non ho abbastanza materiale per raccontarne la storia.

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Lucy the Wombat 24/06/2019 - 9:18

Da quando ho visitato la Dune du Pylat in Francia sono una gran fan delle dune, ma non pensavo avessero questa importanza nell’ecosistema! Brave! 🙂
Ps: il collegio femminile dei Fasci (argh!) è chiaramente stato pensato da un appassionato di tetris!

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Paola 24/06/2019 - 13:51

Io invece ho scoperto le dune proprio a Tirrenia durante una giornata WWF per sensibilizzare i turisti (che nell’area protetta sono un po’ cafonazzi a dire il vero). Sulle colonie marine invece sto cercando di reperire più informazioni perché durante il mio ultimo giro in zona ho fatto un bel safari fotografico e per scrivere un bel post ciccione mi manca solo approfondire la parte storica 😉

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Carlotta Amodeo 12/06/2019 - 5:54

Io da bambina andavo al mare nello stesso posto con i nonni. I miei genitori erano “allergici”alla ripetitività. Ma nell’attesa dei nostri viaggi, andavamo nelle spiagge cittadine. Le stesse dove ho portato il mio pargolo a scoprire il mare per la prima volta . In qualche modo ciò che hai scritto conferma un po’ la necessità del ritorno alle origini, e alla mia infanzia in particolare, che si è manifestata con la maternità. 🙂

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Paola 13/06/2019 - 10:04

Io stessa non avrei mai detto che sarei tornata alla “stessa spiaggia, stesso mare” dopo la maternità! Se per me è una soluzione solo per riprendermi dalle fatiche di mamma single, vedo però che nonni e Britalian baby si stanno divertendo alla grande 🙂

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Silvia - The Food Traveler 11/06/2019 - 12:55

Mi ricorda molto Diano Marina, dove sono andata in vacanza per i miei primi anni di vita con i miei genitori (e poi comunque ci sono tornata da più grande). Comunque questi posti hanno un aspetto in comune: il fascino dell’immutabilità, la sicurezza di tornare in un luogo che non cambierà mai. Tra l’altro mi viene anche in mente l’equivalente in montagna, che per me era Sampeyre (con i nonni).
Buone vacanze, il riposo ci sta assolutamente!

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Speranza 12/06/2019 - 6:05

Mi sembra più che giusto il desiderio di riposarsi e scegliere destinazioni rilassanti avendo un bimbo piccolo. Buona vacanza!

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Paola 13/06/2019 - 10:05

Gravidanza e questi primi otto mesi da mamma single sono stati parecchio faticosi, mi hanno davvero messo alla prova. Tornerò a esplorare destinazioni più avventurose appena avrò recuperato un po’ di energia 😉

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Paola 13/06/2019 - 10:01

Vero! Tutta la costa ligure è rimasta esattamente uguale nonostante lo scorrere degli anni. Inoltre Andora, Diano Marina, Albenga sono pieni di seconde case di torinesi e milanesi per cui è esattamente come rimanere in città aggiungendoci solo il mare.

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