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Bussana Vecchia: il borgo ligure degli artisti squatter

di Paola

Da villaggio fantasma a borgo ligure degli artisti, Bussana Vecchia ha vissuto molte vite. Il terremoto del 1887 che ha plasmato la geografia dei paesini liguri in qualche modo ha trasformato Bussana in un’attrazione, con la sua chiesa senza più soffitto. Le rovine e i segni dell’abbandono sono ancora presenti, ma dagli anni Cinquanta sono accompagnati dalle installazioni artistiche degli abitanti del borgo.

Perché visitare Bussana Vecchia in Liguria

Personalmente ho deciso di visitare Bussana Vecchia dopo averne letto in numerosi blog e persino sul magazine della mia community Travel Blogger Italiane (qui puoi leggere Bussana Vecchia: il borgo ligure degli artisti). Bussana Vecchia sembra infatti un borgo da non perdere, amatissimo dai suoi estimatori.

La storia di per sé è davvero affascinante perché racconta di un borgo abbandonato, lasciato disabitato e pericolante dopo un disastroso terremoto, poi ricostruito e ripopolato da una comunità di artisti. La realtà però è meno poetica perché di quel romantico spirito hippie non si respira più molto, se mai c’è stato.

Bussana Vecchia sembra una qualsiasi borgata di montagna, solo che gli abitanti sono a tutti gli effetti degli occupanti e non legittimi proprietari. Delle installazioni artistiche alcune sono carine, altre sembrano semplicemente upcycling elevato al rango di arte. Di arte vera e propria non ne ho vista molta. La storia di Bussana Vecchia comunque è davvero interessante e forse il motivo principale per visitare il borgo degli artisti.

Il terremoto di Bussana del 1887

Prima di diventare Bussana Vecchia, questo borgo nell’entroterra ligure era semplicemente Bussana. Il 23 febbraio 1887 alle 6:21 si verificò la scossa di terremoto che cambiò per sempre la geografia locale. In pochi secondi vennero infatti distrutte quasi tutte le abitazioni e la volta della chiesa crollò sui fedeli intenti a seguire la messa.

Centinaia di persone a Bussana persero la vita, seppellite dalle macerie, ma non fu l’unico paese colpito dal sisma. Il terremoto del 1887 raggiunse molti altri paesi della Liguria, con danni simili. Basta pensare che che il piano per il sostegno ai terremotati prevedeva aiuti per una vasta zona racchiusa tra le provincie di Imperia, Genova e Cuneo.

Quando le abitazioni di Bussana vennero dichiarate non più agibili nel 1889, i sopravvissuti cominciarono la costruzione di Bussana Nuova per intero più a valle, vicino al mare e alla ferrovia. Non si tratta dell’unico caso di borgo ligure fantasma, ma di quello più importante per dimensione. Puoi leggere un approfondimento sull’articolo Il terremoto delle Ceneri e i villaggi fantasma della Liguria del blog Una penna spuntata.

Gli abitanti rimasti si trasferirono quindi in blocco a Bussana Nuova e il Comune di Sanremo chiuse ogni accesso al paese, trasformando di fatto Bussana Vecchia in un borgo fantasma per circa sessanta anni, fino all’avvento della prima comunità di artisti.

Ruderi di Bussana Vecchia, il borgo ligure degli artisti
Ruderi di Bussana Vecchia, il borgo ligure degli artisti

La rinascita di Bussana Vecchia come borgo degli artisti

Negli anni Cinquanta, la storia del borgo fantasma abbandonato dopo il terremoto ispirò alcuni artisti che decisero di insediarsi tra le sue rovine. Ispiratori della comunità, furono il ceramista torinese Mario Giani, in arte Clizia, e il pittore siciliano Vanni Giuffré.

In breve tempo il borgo si ripopolò e gli artisti di Bussana Vecchia si dotarono di una propria Costituzione per regolamentare la vita e la ristrutturazione dei locali. Le case abbandonate vennero messe in sicurezza e diventarono gallerie, atelier, negozi e osterie, trasformando completamente l’aspetto del villaggio.

Secondo le regole della Comunità Internazionale Artisti di Bussana Vecchia, i ruderi non appartenevano più a nessuno per cui chiunque era libero di stabilirsi, scegliere la propria abitazione e ristrutturarla utilizzando esclusivamente i materiali ancora presenti sul luogo, e per sole finalità artistiche. Quando un artista decideva di abbandonare il villaggio, il subentrante avrebbe dovuto solo rimborsare simbolicamente le spese effettuate per la ristrutturazione.

Alcuni artisti decisero di stabilirsi in modo permanente a Bussana Vecchia, mentre altri venivano solo d’estate o soggiornavano per periodi più o meno lunghi, senza però trasferircisi. Fu così che la sua fama varcò i confini e che la comune di artisti internazionale di Bussana Vecchia divenne una destinazione turistica da visitare.

Il contenzioso tra gli artisti e lo Stato

Rispetto alla sua nascita come ritrovo ritrovo artistico a cielo aperto, oggi il borgo degli artisti di Bussana Vecchia appare molto meno romantico. Le botteghe aperte non sono più tutte così “artistiche”, in quanto il turismo di massa ha attratto qualsiasi tipo di artigiani, come puoi vedere dalle “opere” esposte.

Le case e le botteghe sono inoltre legate a una bizzarra storia di occupazione abusiva ed evasione fiscale. Da un lato il collettivo di artisti ha provveduto a mettere in sicurezza i ruderi, pur senza nessuna certificazione di abitabilità, ma in pratica gli abitanti sono tecnicamente degli squatter.

La lotta tra lo Stato e la comunità degli artisti va avanti da oltre sessant’anni tra ricorsi, sentenze e appelli. Il Demanio dello Stato infatti non vuole farsi carico della responsabilità di lasciare abitato un territorio tecnicamente inagibile mentre il Comune di Sanremo, a partire dagli anni Settanta, ha riconosciuto la presenza degli abitanti, rilasciando utenze, residenze e licenze commerciali per sfruttare il boom turistico, dopo qualche fallito tentativo di sgombero e riappropriazione delle case da parte dei legittimi proprietari.

Bandiera di Bussana Vecchia disegnata da A. Mendini nel 1985
Bandiera di Bussana Vecchia disegnata da A. Mendini nel 1985

Cosa vedere a Bussana Vecchia oggi

Bussana Vecchia è ancora oggi un borgo montano in cui convivono ruderi e atelier artistici. Passeggiare per i suoi vicoli è un’esperienza interessante secondo me principalmente per la storia del paese e per la vista sulla valle con il mare in lontananza.

Il paesaggio infatti è davvero spettacolare e alcuni ruderi sono incredibilmente suggestivi, come la chiesa di Sant’Egidio, senza soffitto, ma con il campanile miracolosamente intatto. La maggiore attrazione turistica sono invece le botteghe degli artisti, aperte un po’ ovunque e situate accanto a case private.

Puoi visitare tutta Bussana Vecchia in poco più di mezz’ora perché il borgo è davvero piccolo. Negli anni il paese è stato meta di artisti e curiosi provenienti da tutto il mondo e ancora oggi è facile sentire parlare lingue diverse tra i vicoletti lastricati. Durante le sere d’estate vengono spesso organizzati eventi dal vivo, come concerti o esposizioni d’arte.

La chiesa di Sant’Egidio “Chiesa Grande”

La chiesa di Sant’Egidio è il rudere più fotografato, quello che identifica Bussana Vecchia. Le mura ancora in piedi, ma senza soffitto sono davvero impressionanti. Il suo campanile, unico edificio non crollato durante il terremoto del 1887 è, per gli abitanti di Bussana Vecchia, il simbolo del paese. Per questioni di sicurezza, puoi guardare la chiesa grande di Sant’Egidio solo dall’esterno perché pericolante, ma puoi ancora vedere le pitture e gli stucchi originali.

Talvolta gli artisti decorano i resti della chiesa con installazioni artistiche di vario genere. Quando ho visitato io Bussana Vecchia, inizio settembre 2021, all’interno erano presenti alcuni fili intrecciati tipo ragnatela, ma non sono sicurissima che fosse un’installazione d’arte.

I laboratori degli artisti residenti a Bussana Vecchia

Il modo migliore per scoprire Bussana Vecchia è fermarsi a parlare con gli artisti residenti e visitare le loro botteghe. A volte andrà bene, altre volte potrebbe capitarti di sentirti dire che è chiuso. Nel borgo degli artisti non ci sono regole e orari, una bottega – chiusa durante la mia visita – esponeva addirittura un cartello con “orario elastico”.

Mio figlio e io abbiamo conosciuto Maria Rosa Kahnemann, un’anziana pittrice olandese desiderosa di fare due chiacchiere che ci ha raccontato come negli anni sia aumentato il numero di bambini che visitano il paese. Residente storica di Bussana Vecchia, i suoi quadri raccontano visi di donne incorniciate da cappelli e abiti colorati.

Altri atelier erano a ingresso libero, o direttamente aperti sulla strada. Molto belle le sculture di metallo di un laboratorio situato all’ingresso del paese. Discutibili a mio parere invece la maggior parte delle opere d’arte sparse per il borgo. Se i sassi colorati con i cuori erano carini, i cd e le posate appese davano più l’idea di upcycling mal riuscito.

Il plastico ferroviario

All’interno del borgo degli artisti è possibile (in teoria) vedere il plastico ferroviario più grande d’Italia, realizzato da un’associazione di appassionati. Dovrebbe riprodurre le stazioni ferroviarie dismesse della Liguria, quelle affacciate sul mare. Purtroppo noi siamo stati allontanati prima di vederlo, da una signora non particolarmente simpatica che si è limitata a dirci che erano “in modalità manutenzione”.

Ingresso del rudere ristrutturato di Bussana Vecchia che ospita il plastico ferroviario
Ingresso del rudere ristrutturato di Bussana Vecchia che ospita il plastico ferroviario

Il giardino tra i ruderi

Un’altra attrazione in mezzo alle rovine di Bussana Vecchia è l’orto botanico il cui accesso costa € 2,50. Onestamente da fuori non sembrava così interessante da valere la visita, ma dovrebbe comprendere un tour di alcuni ruderi in mezzo ai quali vengono coltivate diverse specie di piante.

Ingresso del giardino botanico e museo di Bussana Vecchia
Ingresso del giardino botanico e museo di Bussana Vecchia

Informazioni per visitare Bussana Vecchia

Se ti affascinano i luoghi abbandonati, ti consiglio di visitare Bussana Vecchia in bassa stagione, quando le botteghe degli artisti sono chiusi. Viceversa, se ti interessa vedere il lato hippie del villaggio degli artisti, devi salire a Bussana Vecchia tra giugno e inizio settembre.

In teoria il paese sarebbe percorribile solo a piedi, con l’eccezione dei mezzi dei residenti. Puoi raggiungere il borgo degli artisti tramite sentieri montani oppure tramite la strada carrabile. Se arrivi in auto, per entrare a Bussana Vecchia devi lasciare la macchina fuori dal paese, parcheggiandola lungo la strada dove trovi posto.

La strada carrabile di Bussana Vecchia

La strada per raggiungere Bussana Vecchia è davvero stretta con un paio di curve a gomito che obbligano i mezzi più grandi a fare manovra per girare. In alta stagione, potrebbe capitarti di finire incastrata tra due o tre macchine che vogliono salire e due o tre auto che vogliono scendere.

Se ti trovi incastrata tra le auto, non farti prendere dal panico e mettici tutto il tempo che necessiti a fare retromarcia. Nell’ultimo tratto di strada per arrivare al borgo degli artisti considera che potrai girare la macchina solo in un punto a inizio paese, contrassegnato come area di manovra, e in un ingresso a una casa privata poco prima.

Se la strada è un incubo i parcheggi non sono da meno. A inizio settembre la fila di auto parcheggiate si snodava ancora per un lungo tratto di strada. Il mio consiglio è di recarti a Bussana Vecchia con un’auto piccola o, meglio ancora, in moto.

Dove mangiare a Bussana Vecchia

All’inizio del paese si trova una fontana di acqua potabile da cui puoi riempire la tua borraccia, ma non ho visto una vera e propria area picnic segnalata. Noi abbiamo mangiato il nostro picnic su un muretto dei ruderi della chiesa grande di Sant’Egidio, ma se preferisci ci sono diversi ristoranti.

Il primo locale che incontri si chiama La Casaccia ed è affacciato sulla valle. Offre una splendida vista, personale cordiale e cucina tipica. Ha buone recensioni e i piatti serviti sembravano molto appetitosi. C’è poi l’Osteria degli Artisti, poco più avanti, che è il locale più antico del borgo con una terrazza panoramica. Infine a Bussana Vecchia c’è anche il Ristorante Naturale, un ristorante vegano macrobiotico che però propone pure pesce fresco.

Dove dormire a Bussana Vecchia

Se Bussana Vecchia ti affascina così tanto da volerti fermare a dormire, ci sono anche due bed & breakfast. Il primo, B&B Wilmot è gestito da Colin Sidney Wilmot, pittore e scultore tra i primi abitanti del borgo. L’altra alternativa è offerta dal B&B Apriti Sesamo del Ristorante Naturale.

B&B Wilmot di Bussana Vecchia, gestito da uno degli artisti del borgo
B&B Wilmot di Bussana Vecchia, gestito da uno degli artisti del borgo

Bussana Vecchia: luogo da vedere o da evitare

Se ti stai chiedendo se vale la pena visitare Bussana Vecchia, la risposta è ni. Nel senso che se ti trovi in zona e ami i borghi può essere una destinazione carina da vedere, dopo aver esplorato altri villaggi dell’entroterra in Liguria. Se devi partire da distante per vedere solo Bussana Vecchia, secondo me c’è di meglio.

Poi è un’opinione strettamente personale: mio figlio si è divertito molto a esplorare le viuzze della borgata ed è pieno di persone che sostengono la causa degli artisti di Bussana Vecchia che invece a me non ha convinto più di tanto. Se hai già visitato il borgo degli artisti scrivimi cosa ne pensi.

Sono curiosa di sapere la tua opinione. Concordi con me sul fatto che Bussana Vecchia viva di una fama del passato o al contrario pensi che abbia ancora tanto da offrire ai turisti?

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4 commenti

Nadia Meriggio 14/09/2021 - 12:55

Indubbiamente, se ti trovi di passaggio, è una tappa da tenere in considerazione. Magari ti capita d’incontrare qualche artista che ha voglia di raccontarti la sua storia e l’esperienza diventa ancora più interessante.

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Paola 14/09/2021 - 16:16

Purtroppo a parte la signora anziana che ho citato non ho trovato artisti particolarmente amichevoli, anzi dal plastico ci hanno mandato via abbastanza bruscamente, e non eravamo ancora entrati! Boh, per me esperienza abbastanza deludente, per questo ci tenevo a dare la mia opinione perché ne leggevo solo meraviglie

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Alice delle meraviglie 13/09/2021 - 05:54

Anche io mi aspettavo di più quando ho visitato Bussana Vecchia. Ci è stata suggerita dal proprietario del B&B in cui avevamo trascorso la notte, era il primo fine settimana di Covid in Italia, la nostra idea era di visitare i giardini Hanbury a Bordighera, ma lì hanno chiusi. Concordo con te Paola, un borgo con una storia interessante, insolito, da vedere se si è di passaggio, ma non da raggiungere apposta.

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Paola 14/09/2021 - 16:14

I giardini Hanbury li hanno consigliati anche a me, ma non c’è stata occasione. La prima che li visita avvisa scrive un post e avvisa l’altra, ok? 😉

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