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Cosa vedere in Israele da Alef a Tav (dalla A alla Z)

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Israele è un luogo che mi è rimasto nel ︎ così tanto che al mio rientro a casa avevo iniziato a studiare ebraico, con poco successo a dire il vero. Mi sono rimasti però impressi tutti i nomi sulla mappa, località viste e altre ancora da esplorare, per cui in attesa del prossimo viaggio vi propongo la mia versione di Israele dalla A alla Z, anzi dalla א (alef) alla ת (tav)!

Alef: אילת Eilat

Eilat è una città di mare super turistica situata alla fine del deserto del Negev dove ho campeggiato durante la mia prima visita in Israele. Anche se Eilat era un’antico porto romano, oggi è famosa per le fantastiche immersioni che si possono fare nelle acque del Mar Rosso.

Eilat si trova anche in una posizione molto particolare perché confina sia con Taba in Egitto che con Aqaba in Giordania. Purtroppo all’epoca (2012) per qualche motivo non era consentito sconfinare in bicicletta verso la Giordania, solo a piedi o in auto, così mi dedicai esclusivamente allo snorkeling e al cibo.

Bet: באר שבע Be’er Sheva

Be’er Sheva è una città nel mezzo del nulla, proprio al centro del deserto del Negev, tuttavia nonostante la sua infelice posizione è una delle città più popolose di Israele. Il nome Be’er Sheva significa “città dei sette pozzi” in riferimento ai sette pozzi biblici scavati da Isacco.

Nata come città ebraica, fu abbandonata durante il dominio arabo e successivamente ripopolata durante l’occupazione ottomana. Curiosamente Be’er Sheva viene ricordata come luogo in cui avvenne “l’ultima carica con successo della cavalleria nella storia militare britannica”: in una battaglia del 1917 infatti la cavalleria leggera australiana, armata solo di cavalli e baionette, riconquistò la città occupata dagli Ottomani, portandola sotto il mandato britannico.

Gimel: הר הגלבוע  Ghilboa

Il monte Ghilboa si è aggiudicato una citazione biblica per la Battaglia di Ghilboa e ospita i kibbutz religiosi Ma’ale Ghilboa e Merav, chiamati come le figlie di Saul, oltre a un centro di recupero per tossicodipendenti e una scuola talmudica. A parte questo concentrato di allegria (immagino la nightlife), il monte Ghilboa richiama ogni anno moltissimi visitatori per la fioritura dell’Iris haynei, più o meno come avviene per i nostrani campi di lavanda.

Dalet: דאלית אל-כרמל Daliyat al-Karmel

Daliyat al-Karmel è una città israeliana famosa per il santuario di Abu Ibrahim, considerato un profeta dai drusi, la casa estiva di Sir Laurence Oliphant con all’interno il Druze Memorial Center che commemora i soldati drusi dell’esercito israeliano morti in servizio, il monastero carmelitano di Muhraqa, il Carmel Center for Druze Heritage, un museo di storia, religione e cultura drusa, e il Garden of the Mothers, un giardino che simboleggia la fratellanza di donne cristiane, druse, ebree e musulmane che lavorano insieme nel nord di Israele.

Heh: הר תבור Monte Tabor

Il Monte Tabor non è un vero monte, bensì una collina situata in Galilea ed è conosciuto

come l'”alto monte” sul quale avvenne la trasfigurazione di Gesù narrata nei Vangeli. Per i non pratici di roba biblica, io stessa sono andata da cercare la trasfigurazione di Gesù su Wikipedia e il racconto è un po’ surreale. Pare infatti che in questo luogo Gesù si sia appartato con i discepoli Pietro, Giacomo e Giovanni per farsi vedere risplendente e brillante.

Comunque per me è sicuramente più interessante sapere che durantel periodo delle crociate  la cima del monte fu spianata per costruirci sopra un monastero benedettino fortificato, successivamente espugnato e distrutto. Siccome non sono un’amante dei luoghi religiosi al Monte Tabor non ci sono ancora andata, ma magari vi fa piacere sapere che la chiesa cattolica della Trasfigurazione e il monastero greco-ortodosso di Sant’Elia sono oggi meta di molti pellegrini.

Vav: ואדי ערה Vadi Ara

La valle del Wadi Ara deve la sua fama all’antica città Megiddo, meglio nota anche come Armageddon, e all’antico cammino che collegava la pianura costiera israeliana con l’Egitto, la Siria e la Mesopotamia.

Zayin: זכרון יעקב Zikhron Ya’aqov

Zikhron Ya’aqov fu il primo insediamento ebraico in Palestina, inizialmente popolato nel 1882 da un centinaio di ebrei provenienti dalla Romania che facevano parte del movimento sionista Hovevei Zion. L’anno successivo il barone Edmond James de Rothschild divenne il patrono dell’insediamento e lo ribattezzò in onore di suo padre James, nome che in ebraico si traduce proprio Ya’aqov.

Ora non ho ben capito se i primi coloni erano un po’ inetti o se mancavono solo di fondi forniti successivamente dal barone, fatto sta che quando Edmond James de Rothschild iniziò a prendersene cura la città si sviluppò seguendo i suoi piani per la struttura residenziale e per lo sviluppo dell’economia agricola.

Chet: חיפה Haifa

Haifa è una città che mi è piaciuta moltissimo: si mangia benissimo, è una città molto viva grazie al suo porto commerciale, e tra le attrazioni locali possiamo contare le spettacolari Terrazze Bahá’í (o Bahai) e la metropolitana più corta del mondo.

Se vi interessa parte religiosa, pare che qui abbia vissuto il profeta Elia in una grotta e comunque ci sono chiese a bizzeffe, compresa la grandissima moschea ahmadiyya Mahmood e appunto la sede mondiale della religione Bahá’í.

Panorama della città di Haifa in Israele

Tet: טבריה Tiberiade

Tiberiade è una destinazione per le vacanze al lago molto apprezzata dagli israeliani. Lato culturale invece, la città è famosa per la tomba di Maimonide, un sito religioso ebraico meta di pellegrinaggio in cui sono sepolti i rabbini Yochanan ben Zakai e Isaiah Horowitz.

Yod: ירושלים Gerusalemme

A me Gerusalemme non era piaciuta moltissimo la prima volta che l’ho vista: troppa religione concentrata tutta insieme. La Città Santa mi era sembrata ostile, sia nella sua parte araba che in quella popolata dagli ebrei ultraortodossi. Dovrei tornare a Gerusalemme e trascorrerci più tempo per provare a capirla meglio, magari scegliendo una visita guidata che approfondisca questi aspetti, tuttavia il turismo religioso non è proprio nelle mie corde.

Kaf: כותל מערבה Kotel Ma’rav – Muro del Pianto

Il Kotel, tradotto come Muro del Pianto o Muro Occidentale, è uno dei quattro muri di sostegno che circondavano il Monte del Tempio e nella tradizione ebraica è considerato sacro. Per i non religiosi può essere visto come semplice sito archeologico, tuttavia la visita guidata che scende anche al di sotto dell’attuale livello del suolo è incentrata soprattutto sui rapporti tra la religione ebraica e il Muro Occidentale.

Lamed: לוד – בן גוריון Lod – Aeroporto Ben Gurion

L’aeroporto di Tel Aviv Lod Ben Gurion è il maggiore aeroporto di Israele e ha cambiato nome più volte. Gli inglesi lo chiamarono aeroporto Wilhelma durante il Mandato Britannico, successivamente all’indipendenza fu rinominato Lod, infine intitolato al fondatore e primo Primo ministro di Israele David Ben Gurion.

Mem: מצדה Masada

A Masada, vicino al Mar Morto, si trova l’omonima fortezza abbarbicata su una rocca. Durante la mia prima visita in Israele me la sono persa (anche perché mi avevano prospettato un piacevolissimo trekking nel deserto), tuttavia non mi dispiacerebbe visitarla la prossima volta (in auto e con l’aria condizionata).

La fortezza di Masada era considerata inespugnabile perché circondata da mura alte cinque metri, con una quarantina di torri ancora più alte. Inoltre l’unico accesso alla fortezza, il Passo del Serpente, era totalmente ripido e impervio da impedire un attacco frontale. Nonostante ciò i Romani riuscirono a conquistare Masada durante la prima guerra giudaica, ma una volta entrati nel forte si trovarono davanti ai cadaveri di tutta la comunità ebraica dei Sicarii che aveva preferito il suicidio collettivo alla resa.

La cabinovia per raggiungere i resti della fortezza di Masada, in Israele

Nun: נתניה Netanya

Netanya è una popolosa città turistica, ma qui ha sede anche la Tempo Beer Industries, il più importante produttore israeliano di birra e bevande alcoliche. Se cercate birra e spiaggia, probabilmente Netanya è la vostra destinazione ideale in Israele.

Samech: סְדוֹם Sodoma

Nella Bibbia Sodoma è famosa per i suoi abitanti dediti alle zozzerie che volevano abusare degli angeli ospitati da Lot, il quale come alternativa propose ai vicini di casa di approfittare delle figlie (simpatico eh). Nonostante il modo in cui sia stata tramandata la storia, pare che  il verbo yâdha‘ nella Bibbia venga utilizzato principalmente con il significato di conoscere, non necessariamente in modo amichevole, mentre il significato di rapporti sessuali è marginale. Il punto della vicenda non erano infatti le abitudini sessuali dei sodomiti, bensì la loro scarsa ospitalità.

Oggi comunque Sodoma è una zona industriale sulla riva del Mar Morto da cui vengono estratti cloruro di potassio, bromo e magnesio. Il Monte di Sodoma che si trova poco distante è invece il sito che secondo alcuni archeologi potrebbe corrispondere alla Sodoma biblica.

Ayin: עכו Akko – San Giovanni d’Acri

Akko, in italiano meglio conosciuta come San Giovanni d’Acri, è una splendida città storica nel nord di Israele, con una fortezza dei Cavalieri Templari. Tutta la parte della città vecchia fa parte del Patrimonio UNESCO ed è anche piena di gatti, il che rende Akko ancora più interessante da vedere.

Avevo visitato San Giovanni d’Acri come tappa del mio viaggio in treno e bicicletta da Haifa a Rosh Hanikra e il centro storico della città, la cittadella di Acri, mi era piaciuto moltissimo perché perfettamente conservato e ricco di storia. Akko è una città che consiglio di visitare con più tempo a disposizione e infatti vorrei tornarci dedicandoci almeno qualche giorno.

Solo nella cittadella infatti sono presenti monumenti e luoghi legati alla resistenza ebraica durante il Mandato britannico, fortificazioni ottomane, la casa di Bahá’u’lláh, il fondatore della religione Bahá’í, un giardino che riprende la struttura di un giardino esistente al tempo delle crociate, e infine le sale dei Cavalieri, un complesso di stanze costruite dai Cavalieri Templari dell’Ordine dell’Ospedale che faceva parte della cittadella degli Ospitalieri.

Panorama della città di Akko in Israele, foto di Alexander Bobrov da Pexels

Peh: פתח תקווה Petah Tiqwa

Petah Tiqwa è una città industriale in cui vivono più di 70.000 ebrei ortodossi. La città fu infatti fondata nel 1878 proprio da ebrei ortodossi e si sviluppò dal 1883 grazie all’intervento finanziario del barone Edmond de Rothschild.

Curiosamente Petah Tikva ospita ben trecento scuole dall’asilo al liceo, sia laiche che religiose, trecento sinagoghe tra cui una di più di un secolo e otto bagni rituali mikvaot in cui gli ebrei ortodossi e conservatori si immergono completamente per ottenere la purificazione.

Non ho ancora visitato Petah Tiqwa perché, a parte una sincera curiosità e la mia passione per il Moishe di Unorthodox (Jeff Wilbush ︎), non sono così interessata alle comunità ortodosse e conservatrici.

Moishe di Unorthodox è il bad boy in versione ebreo ortodosso

Tzadi: צפת Safad

Secondo la tradizione biblica, Safad fu fondata da Sem, uno dei tre figli di Noè, e oggi è uno dei centri principali legati allo studio della Kabbalah, la dottrina amata da Madonna e dalle altre star di Hollywood (un pizzico di cultura pop ci sta sempre bene) che racchiude gli insegnamenti esoterici dell’ebraismo.

Se invece preferite la storia dei Templari, a Safad c’è pure una loro fortezza, conquistata nel 1266 dal sultano mamelucco Baybars, mentre per gli amanti dell’archeologia industriale, nel 1578 vi fu costruita la prima tipografia del Vicino Oriente.

Kof: קיבוץ Kibbutz

I kibbutz sono dei villaggi nati seguendo molto sul serio l’ideale socialista di eguaglianza, proprietà collettiva e lavoro in favore della comunità: fino agli anni sessanta i membri dei kibbutz non avevano nessuna proprietà privata e venivano ‘retribuiti’ dividendo il frutto del lavoro.

Oggi i kibbutz sono stati tutti privatizzati, tuttavia ne esistono ancora sia laici che religiosi. Ai tempi dei primi insediamenti ebraici in Israele, i kibbutz sono stati però fondamentali per sviluppare l’economia in aree paludose o dove veniva praticata esclusivamente agricoltura di sussistenza.

Reysh: ראש הנקרה Rosh Hanikra

Rosh Hanikra è un luogo spettacolare al confine con il Libano dove ho anche mangiato il miglior falafel di tutta Israele. Durante la mia visita la frontiera con il Libano era chiusa, tuttavia non mi ha impedito di godere appieno della magnifica vista del suo bianchissimo promontorio roccioso a picco sul mare.

Le rocce a Rosh Hanikra sono così bianche perché costituite per la maggior parte di calcare. Alla base del promontorio si trovano delle grotte sottomarine scavate dall’acqua raggiungibili in funivia. Per quanto mi riguarda Rosh Hanikra è una destinazione imperdibile in Israele e vi consiglio di raggiungerla in bicicletta lungo la costa per attraversare paesaggi mozzafiato.

Shin: שדה בוקר Sde Boker

Sde Boker è un kibbutz agricolo che si trova nel desolatissimo deserto del Negev ed è famoso perché il primissimo Primo ministro di Israele, David Ben Gurion, vi si trasferì l’anno dopo la sua fondazione.

Tav: תל אביב Tel Aviv

Tel Aviv è la capitale ufficiosa e il principale centro economico di Israele. Teoricamente la capitale sarebbe Gerusalemme, ma l’ONU non la riconosce e pochi stati hanno installato lì la loro ambasciata, preferendo la vibrante Tel Aviv che fu davvero la capitale di Israele dal 1948 al 1949.

A me Tel Aviv è piaciuta moltissimo perché è una città piena di vita, si mangia benissimo ed è anche legata al mio obiettivo professionale da travel blogger: nei miei sogni infatti c’è un blogtour in Israele da concludere con un cocktail all’hotel Hilton davanti alla spiaggia!

Fatemi sapere nei commenti se conoscevate tutti questi luoghi di Israele e le loro particolarità, e ovviamente se siete a favore del blogtour alla scoperta di uno degli Stati più belli del mondo

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