Home DestinazioniEuropaItaliaTorino Parco Dora di Torino: uno spazio verde post industriale

Parco Dora di Torino: uno spazio verde post industriale

di Paola

Parco Dora è poco noto agli stessi residenti di Torino: chi abita fuori dalle aree confinanti infatti non lo conosce per nulla. Io l’ho scoperto per caso solo passandoci davanti con i mezzi pubblici! Realizzato intorno agli scheletri di vecchie fabbriche, oggi Parco Dora è un ampio parco cittadino, uno skatepark e un centro sportivo a cielo aperto. Circondato da suggestive passerelle di ferro, blocchi di cemento e alte colonne arrugginite è un tripudio di street art. Tutto intorno verde a perdita d’occhio e alti palazzi modernissimi.

Cosa vedere a Parco Dora di Torino

Il Parco Dora è suddiviso in diverse aree, ognuna delle quali integra l’ambiente naturale con i residui del passato industriale della zona. Puoi infatti ancora vedere gli altri piloni in metallo delle acciaierie Fiat e la torre di raffreddamento della Michelin. Gli scheletri delle fabbriche sono circondati dal verde in modo altamente suggestivo. Le sponde del fiume Dora Riparia sono di nuovo accessibili con una pista ciclabile e pedonale. Puoi ammirare il fiume anche da un ponte pedonale all’interno del Parco Dora. Nell’area del parco si trova anche il museo interattivo A come Ambiente.

Murale al Parco Dora di Torino con passerella in metallo sullo sfondo
Murale al Parco Dora di Torino con passerella in metallo sullo sfondo

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Campetti sportivi e rampe per skateboard

La parte più originale del parco è sicuramente la struttura del vecchio capannone di strippaggio. Gli alti pilastri in acciaio dipinti di rosso sono stati conservati, così come parte della copertura. Il nome del capannone deriva dal tipo di lavorazione svolta nell’acciaieria. Lo strippaggio è la parte di estrazione dei lingotti di metallo fusi nella loro nuova forma.

Oggi sotto la tettoia dell’edificio industriale dismesso puoi vedere un’originale spazio attrezzato. Ci sono campi da gioco per tennis, basket, calcetto e pallavolo, oltre a una rampa per lo skateboard. In quell’area si tenevano anche manifestazioni e attività sportive prima della pandemia di Covid. Intorno ai pilastri dell’ex acciaieria si alternano aiuole, aree gioco e murales.

Puoi anche percorrere questa parte di Parco Dora su una passerella sopraelevata, accessibile dalle torri in cemento armato che facevano parte dell’ex acciaieria. Tutto intorno puoi vedere anche le vasche di decantazione cilindriche e quello che resta dell’edificio utilizzato per il trattamento delle acque, comprese quattro torri di evaporazione.

Street Art al Parco Dora

Parco Dora ha sempre ospitato molte opere di street art, già da prima della riqualificazione urbana. I graffiti infatti sono la decorazione perfetta per muri e pilastri delle ex Ferriere Fiat. In questa zona del parco puoi ammirare opere di artisti diversi, ognuno con il suo stile.

Murale al Parco Dora di Torino
Il Britalian boy davanti a un murale nel Parco Dora di Torino

L’opera di street art di dimensioni maggiori è il murale dedicato all’attivista nordirlandese Bobby Sands. Curiosamente il murales sembra molto più irlandese-turistico che una dedica a un prigioniero politico morto in carcere. Le quattro torri di raffreddamento cilindriche infatti sono sono state trasformate in un boccale di birra e in tre cappelli a cilindro. I colori usati sono il verde, il bianco e l’arancione della bandiera irlandese. Sono presenti anche un arcobaleno, trifogli, l’Easter Lily, un’arpa, la croce celtica; e un’allodola, simbolo di libertà.

Dal passante ferroviario al Parco Dora

Il Parco Dora è nato in seguito ai lavori di riorganizzazione urbanistica legati all’interramento della ferrovia, il cosiddetto passante ferroviario, in un asse sud-nord. Il progetto di riqualificazione della Spina centrale, così si chiama questo rettilineo liberato da fabbriche e ferrovia, è stato suddiviso in quattro sezioni. Ogni sezione si chiama Spina ed seguita da un numero.

I lavori di riqualificazione della Spina sono stati molti e alcuni sono ancora in corso. L’interramento della ferrovia ha cambiato completamente l’assetto urbanistico di Torino, dando un volto nuovo all’ormai ex città industriale. Sono stati infatti creati parchi molto belli come quello di Parco Dora e inserite installazioni artistiche, come l’opinabile fontana igloo di Mario Mertz, dall’altra parte della città.

La Spina 3

La parte di progetto riguardante Parco Dora rientra nei lavori della Spina 3 ed è l’area con la superficie più ampia. La Spina 3 è suddivisa in sette macrozone, ognuna situata in corrispondenza di un fabbricato industriale dismesso.

Intorno agli anni ottanta infatti a Torino chiusero moltissime fabbriche e iniziò il declino come città industriale. Nella Spina 3 si trovavano gli impianti siderurgici dell’ex Fiat Ferriere, divenuta in seguito Teksid, e gli ex stabilimenti Michelin, Paracchi, Fiat Nole, Ingest, e Officine Savigliano.

Orientarsi tra quello che è comunemente chiamato Parco Dora e i vari interventi di ristrutturazione è complicato. Sono stati infatti dati nomi diversi a ogni singolo progetto e talvolta è difficile capire dove finisce uno e dove inizia un’altro.

Uno scorcio del Parco Dora di Torino, in tutta la sua bellezza post industriale
Un suggestivo scorcio del Parco Dora di Torino, in tutta la sua bellezza post industriale

Per esempio, l’Environment Park si trova sulla superficie dell’area ex Teksid ed è stato progettato dagli architetti Emilio Ambasz, Benedetto Camerana e Giovanni Durbiano. Il progetto che ha riportato alla luce il fiume Dora Riparia, precedentemente interrato, è invece dell’architetto Andreas Kipar e dello studio Peter Latz e associati.

Nella stessa area, lo studio Isola Architetti ha realizzato il complesso residenziale Isole nel Parco con eleganti palazzi. Dietro al Parco Dora si trova il Centro Commerciale Dora, con un cinema multisala, un ipermercato e una galleria commerciale, raggiungibile con un percorso pedonale.

Altre aree redidenziali sono quelle dell’ex area Michelin e delle ex acciaierie Teksid, rispettivamente progettati dalla società Sviluppo Dora-Novacoop e dallo studio di architettura Buffi Associés. Poco distante si trova anche l’ex villaggio media delle Olimpiadi 2006, ora riconvertito in residenze popolari.

Di fronte al Parco Dora puoi vedere il curioso edificio dove ha sede la curia di Torino. La discutibile chiesa del Santo Volto, progettata dall’architetto Mario Botta, sembra anch’essa una struttura industriale con il suo campanile-ciminiera.

Come arrivare al Parco Dora di Torino

Puoi raggiungere il Parco Dora comodamente con i mezzi pubblici. Si tratta però di un’area enorme per cui ti consiglio di scegliere con cura su Google Maps l’area che vuoi visitare per scegliere il percorso migliore.

Per arrivare proprio di fronte ai vecchi capannoni delle acciaierie Fiat per ammirare i murales ti consiglio di prendere il tram 9. Talvolta su questa linea passa il tram storico con i sedili in legno e puoi attraversare tutta la città, partendo dal Parco Valentino. In alternativa il Parco Dora è anche molto bello da esplorare in bicicletta. Ti consiglio di noleggiarne una su Bikes Booking.

Scrivimi nei commenti se conoscevi già questo parco di Torino e quale aspetto preferisci dell’intero progetto di trasformazione urbana da vecchie fabbriche dismesse a verde pubblico in stile post industriale.

Il tram 9 passa sotto la passerella alla fermata davanti al Parco Dora di Torino
Il tram 9 passa sotto la passerella di metallo alla fermata davanti al Parco Dora di Torino

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3 commenti

Nadia Meriggio 24/06/2021 - 17:29

Wow! Una città che si trasforma… quando il verde ritrova spazi tutti suoi è positivo. E la street art che colora i grigi muri delle fabbriche già da sola è un buon motivo per scoprire quest’angolo che ancora non conosco.

Rispondi
Paola 27/06/2021 - 10:38

Pensa che questo parco è davvero poco conosciuto fuori dal quartiere! Io l’ho scoperto per puro caso perché passandoci vicino in bus mi sono incuriosita, ma gli altri passeggeri a bordo non lo conoscevano nonostante fossero dei quartieri limitrofi!

Rispondi
Nadia Meriggio 28/06/2021 - 10:14

Il lato inquietante delle grandi città è che, spesso, le persone non conoscono neppure i propri vicini di casa, figuriamoci le attrazioni turistiche… È divertente scoprire angoli meravigliosi per puro caso.

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