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Guida alle destinazioni di turismo nero più popolari

di Paola

Mentre cercavo qualcosa da vedere su Netflix mi sono imbattuta in The Dark Tourist, un documentario sul turismo nero, in inglese dark tourism. Siccome l’argomento ha stimolato la mia curiosità ho fatto qualche ricerca online per raccontarti le “migliori” destinazioni del genere. Nel frattempo ho anche scoperto di averne visitate io stessa alcune senza neanche farlo apposta. Nessuno infatti è immune dal turismo nero perché comprende anche (quasi tutti) i siti storici: la nostra storia infatti attraversa ovunque fatti di sangue ed eventi tragici.

Cos’è il turismo nero?

Nonostante la definizione sia recente, il turismo nero è sempre esistito. Già Thomas Cook, fondatore del primo tour operator al mondo, organizzava viaggi con esecuzione compresa in Cornovaglia. Negli ultimi anni il turismo oscuro è tornato di moda grazie anche ai programmi televisivi. La serie Chernobyl per esempio ha fatto aumentare moltissimo le prenotazioni delle visite guidate alla zona di esclusione a Pripyat.

Il turismo nero, conosciuto anche come turismo oscuro, turismo del dolore o tanaturismo, è il turismo associato alla morte o alla tragedia. Come tipo di turismo è molto controverso, ci sono persone che lo considerano un atto di rispetto, mentre altre lo considerano una pratica non etica. Il turismo nero infatti comprende sia la visita a memoriali e campi di sterminio che tour macabri o visite guidate su luoghi di disastri recenti.

Le attività del turismo nero

La gamma del turismo oscuro comprende diverse attività, dalle più leggere alle più intense. Da un lato c’è il turismo inquietante e surreale del London Dungeon, dei tour sulle tracce di Jack lo Squartatore e le visite guidate ai misteri delle nostre città. Il tour Torino Noir a cui ho partecipato è un esempio perfetto di come sia possibile sfruttare l’attrazione verso i fatti inquietanti accaduti nel passato per raccontare la storia in modo interessante e divertente.

All’altro estremo del turismo nero invece puoi trovare luoghi turistici come Auschwitz, Dachau, Chernobyl, Atlit o Ground Zero. O ancora cimiteri, prigioni o musei storici. Il turismo oscuro può contenere anche un elemento educativo associato a un’esperienza autentica e toccante. Probabilmente anche tu hai visitato un campo di concentramento o una prigione e ne sei uscita fortemente scossa. Per me l’esperienza più brutale in tal senso è stata al Museo Tuol Sleng a Phnom Penh in Cambogia, dopo il quale mi sono rifiutata di andare a vedere anche i killing field, i campi di sterminio.

Vista sul campo di concentramento di Dachau, foto Robert Schrader
Vista sul campo di concentramento di Dachau, foto Robert Schrader

Perché il turismo nero è così popolare

Il turismo oscuro fa leva con l’attrazione per la morte che hanno molte persone: i turisti che visitano queste destinazioni vogliono provare un brivido nel confrontarsi, in modo simbolico o reale, con la morte. Il turismo nero, nonostante l’apparente morbosità e alcuni estremi di selfie in luoghi storici, è strettamente legato al turismo educativo.

Visitare i luoghi storici della Seconda Guerra Mondiale, prigioni e campi di concentramento non sono viaggi di piacere, ma destinazioni toccanti che arricchiscono emotivamente ogni visitatore, educandolo alla pace e alla tolleranza.

Documentari e libri sul turismo nero

Se vuoi approfondire perché molti turisti sono attratti dai luoghi oscuri puoi vedere The Dark Tourist su Netflix. In ogni episodio il giornalista David Farrier visita alcune destinazioni popolari di turismo nero e cerca di capire perché esercitano così tanta attrazione.

Se invece preferisci leggere, ti segnalo un paio di libri in inglese molto interessanti che puoi trovare su Amazon:

Le destinazioni più popolari del turismo nero

Dopo aver parlato del turismo nero in generale ti presento le destinazioni più popolari del genere che ho trovato online. Alcune hanno stupito anche me perché non le conoscevo, altre sono considerate delle attrazioni fondamentali per capire storia e cultura dei luoghi in cui si trovano.

1) Il campo di concentramento di Auschwitz

Dopo essere stato il più grande e letale campo di concentramento nazista, il sito di Auschwitz è stato trasformato in un memoriale subito dopo la fine della seconda guerra mondiale. Auschwitz è citato spesso come esempio di turismo nero perché si stima che abbia accolto più di cinquanta milioni di turisti, tanto da far limitare il numero di biglietti per evitare il sovraffollamento del sito.

2) Il disastro nucleare di Chernobyl

Chernobyl è una destinazione molto popolare per il turismo nero, anche per fiorente produzione di serie televisive e documentari sul tema. Tuttavia Pripyat è ancora una zona pericolosa da visitare a causa dei livelli ancora alti di radiazioni presenti.

3) Il Memoriale della Pace di Hiroshima

La città di Hiroshima è stata la prima al mondo a subire un attacco nucleare, e oggi si promuove al mondo come simbolo di pace. Il numero di visitatori è sempre impressionante e la maggior parte sono gli stessi turisti giapponesi che si recano al Memoriale della Pace di Hiroshima.

4) Il Memoriale dell’11 Settembre a New York

Il Memoriale dell’11 Settembre è diventato in pochissimo tempo una delle principali attrazioni del turismo nero. Questo sito che ricorda uno dei peggiori attacchi terroristici al mondo è stato visitato da oltre dieci milioni di visitatori nei primi due anni dall’apertura, una cifra davvero impressionante.

5) I campi di sterminio in Cambogia

I killing field cambogiani comprendono più di trecento luoghi di esecuzione attivi sotto il regime dei Khmer Rossi. I questi siti sono stati giustiziati e sepolti in fosse comune più di un milione di persone. Oggi sono una destinazione molto popolare, tanto che alcuni killing field stanno avendo un flusso di turisti maggiore di quello che i siti potrebbero sostenere. Durante il mio viaggio in Cambogia avevo visitato solo il Museo del Genocidio Tuol Sleng, un luogo davvero molto toccante che evidenzia il momento più buio della storia della Cambogia.

6) I test nucleari dell’atollo di Bikini

Oltre a Chernobyl, i viaggiatori interessati al turismo nucleare, si recano all’atollo di Bikini. Qui gli Stati Uniti avevano condotto il loro programma di test nucleari dal 1946 al 1958. Nonostante sia stata garantita la sua sicurezza nel 1997, l’atollo di Bikini rimane un luogo estremamente pericoloso da visitare. Rimane infatti ancora un livello significativo di radiazioni nell’area, mentre i danni causati sotto il livello del mare non sono stati determinati.

7) La prigione di Robben Island

Robben Island è un’isola del Sudafrica tutelata come Patrimonio UNESCO che accoglie migliaia di turisti ogni anno. Qui il turismo nero è legato alla sua prigione perché Robben Island veniva utilizzata come carcere già dal periodo coloniale. Il suo detenuto più celebre è Nelson Mandela che vi fu rinchiuso durante il periodo dell’Apartheid. Oggi le guide turistiche sono per la maggior parte ex detenuti che forniscono ai turisti informazioni su come funzionava la prigione.

8) Il genocidio del Rwanda

In Rwanda nel 1994 si è consumato uno degli episodi più sanguinosi della storia africana, con lo sterminio del gruppo etnico dei Tutsi per mano della popolazione di origine Hutu, durante i cento giorni in cui durò il genocidio. Oggi il Rwanda viene visitato anche come come destinazione di turismo nero e non solo per il turismo naturalistico.

9) Il disastro di Pompei

Pompei è stata una destinazione tipica del turismo nero già dalla sua scoperta. In tempi più recenti il fascino oscuro della morte e della vita rimasta congelata all’eruzione del Vesuvio attirava circa due milioni di visitatori l’anno. Dopo l’uscita del film Pompeii con Kit Harington, l’attore di Game of Thrones, il flusso di turisti è quasi raddoppiato, facendo competere la città romana con altre destinazioni nere più note.

10) L’Isola delle Bambole

L’Isola delle Bambole si trova nei canali di Xochimilco, a sud di Città del Messico, ed è stata soprannominata il “posto più spaventoso del Messico”. L’intera isola è disseminata di bambole appese, consumate dal tempo e ricoperte da ragnatele e insetti. Il precedente proprietario Don Julian Santana Barrera iniziò ad appendere delle bambole agli alberi per scacciare lo spirito di una ragazza annegata anni prima.

Bambole appese all'Isola delle Bambole in Messico
Alcune bambole appese all’Isola delle Bambole in Messico

Turismo nero: la mia (provvisoria) conclusione

Scrivendo questo articolo ho scoperto come il turismo nero sia diventato abbastanza popolare negli ultimi anni. Tuttavia anche noi viaggiatrici che ci consideriamo immuni a questo genere di turismo ci siamo ritrovate a visitare luoghi di morte o tragedie.

Per esempio, io non mi considero per nulla attratta dal macabro. Eppure su questo blog, che comprende solo i viaggi più recenti, puoi leggere delle mie visite ad Atlit e Dachau, al Castello d’If e al Santuario di San Bernardino alle Ossa, oltre alla mia partecipazione ai tour Torino Noir e Torino Magica. Altre mie destinazioni assimilabili al turismo oscuro sono in Cambogia e nei siti della guerra del Vietnam, ma puoi trovare una chiave nera per quasi tutte le destinazioni perché guerre e genocidi si sono susseguiti ovunque nel corso dei secoli.

Mi piacerebbe leggere nei commenti cosa ne pensi e se anche tu sei incappata più o meno consapevolmente nelle destinazioni oscure del turismo nero. A parte il caso di Chernobyl e di chi visita di proposito il sito di un disastro naturale, il turismo nero è praticamente ovunque, credo che stia a noi scegliere di approfondire la storia dei luoghi senza farci trascinare dalla loro potenziale morbosità.

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6 commenti

Silvia The Food Traveler 27/12/2020 - 11:28

Non avrei mai immagino che anche luoghi come la zona di esclusione, o il memoriale dell’11 settembre o ancora i campi di prigionia facessero parte delle destinazioni del dark tourism. In realtà immaginavo che fosse più una sorta di turismo verso i luoghi in cui era stato commesso un omicidio, spinto da una curiosità morbosa e malsana: mi vengono in mente per esempio le persone che partivano un po’ da tutto il Piemonte per andare a Novi a vedere la casa dove Erik e Omar avevano commesso l’omicidio.
Sicuramente è una questione controversa. Come te non sono attratta dal macabro, ma confesso di aver preso parte al tour di Jack The Ripper a Londra, e di essere interessata a un tour come quello della Torino Noir. Mi hai davvero incuriosita e per oggi so cosa fare: guardare Dark Tourist su Netflix!

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Paola 26/01/2021 - 13:03

Per la classificazione dei luoghi di turismo nero ho preso come riferimento le ricerche in lingua inglese. Sicuramente molto dipende dal modo in cui affrontiamo noi le visite e da questo punto di vista la serie-documentario Dark Tourist è illuminante!

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marina lo blundo 27/12/2020 - 10:22

Ma dai! Non mi verrebbe mai in mente di considerare Pompei meta di Dark Tourism! Il suo successo infatti, storicamente parlando, è sì legato alla tragedia dell’eruzione, ma anche e soprattutto al fatto che la lava ha preservato perfettamente una città così com’era in un dato momento di quasi 2000 anni fa: che poi è ciò che la rende eccezionale. Idem i campi di concentramento: sono storia recente, ma luoghi portatori di un messaggio etico e storico che secondo me va oltre il dark Tourism. Credo che più che la meta, il dark Tourism sia la condizione mentale con cui si affronta la visita: la morbosità nei confronti degli aspetti della morte e l’atteggiamento (tipo il selfie all’Isola del Giglio davanti alla nave da crociera incagliata).

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Paola 26/01/2021 - 13:01

Concordo su tutto! Ci sono luoghi “neri”, ma sta a noi scegliere di visitarli come luoghi di memoria, senza morbosità

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Carlotta 27/12/2020 - 08:00

Non immaginavo che i luoghi della memoria fossero annoverabili tra le destinazioni del turismo nero. Ammetto che immaginavo destinazioni legate più alla cronaca nera o al massimo alle catacombe (ho visitato quelle di Palermo con amici e non riesco ad andare oltre, il blocco è piuttosto forte). Ho visitato Hiroshima con l’idea di ricordare e soprattutto non dimenticare la barbarie umana e uscire dal memoriale della pace è stata un’esperienza che mi ha lasciato addosso grande dolore. Ignoravo molte cose legate a questo evento. Ad Amsterdam ho visitato la casa di Anna Franck, anche quella per non dimenticare… Ed anche lì emotivamente è stata dura. So che esiste un amore per luoghi che fanno paura, infestati dai fantasmi o con strane leggende che ruotano intorno alla loro esistenza, avrei immaginato quelli luoghi noirs o ancora, luoghi in cui si sono consumati delitti efferati. Mi hai aperto un mondo!

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Paola 26/01/2021 - 13:01

Credo che lo stile di “dark tourism” molto dipenda dallo spirito con cui ci accostiamo noi. I luoghi della memoria sono oscuri di loro, non riesco a immaginare nulla di più nero di un campo di concentramento. Eppure è un’esperienza che va fatta. Anche io ho spesso una sorta di blocco e repulsione verso destinazioni legate alla morte, credo sia normale. Probabilmente il nostro è un atteggiamento “sano” verso questo genere di turismo.

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