Home DestinazioniEuropaItalia Guida al Sacro Monte di Varallo per turisti miscredenti
Basilica del Sacro Monte di Varallo con cartello rivendita souvenir

Guida al Sacro Monte di Varallo per turisti miscredenti

0 commento

Il Sacro Monte di Varallo è il più antico e importante Sacro Monte Patrimonio UNESCO e si trova su un promontorio roccioso. Sulla montagna ci sono ben 45 cappelle e una basilica che dovevano riprodurre una “Nuova Gerusalemme” in Valsesia per offrire una meta di pellegrinaggio dietro casa ed educare il popolo. Tra turismo di prossimità e statue cringe, preparati a scoprire tutto quello che c’è da sapere su questa Disneyland della chiesa cattolica!

Cosa sono i Sacri Monti

Il Sacro Monte di Varallo rientra nel Patrimonio UNESCO dei Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, una serie di edifici religiosi e opere d’arte a tema integrati nel panorama naturale. Il format del Sacro Monte nacque e si diffuse alla fine del Quattrocento con lo scopo di creare dei luoghi di pellegrinaggio alternativi a Gerusalemme e Palestina, luoghi occupati dai turchi e poco raccomandati dalle Lonely Planet dell’epoca.

L’ideatore del Sacro Monte fu il padre francescano Bernardino Caimi che dopo aver svolto il ruolo di custode del Santo Sepolcro decise di riproporre in Valsesia la sua ricostruzione topografica. Inizialmente si sarebbero dovute costruire tre “Nuove Gerusalemme” a Varallo Sesia, in Toscana e in Portogallo, ma le cose andarono diversamente perché dopo il Concilio di Trento del Cinquecento il format fu sfruttato per promuovere la religione cattolica e contrastare la diffusione del protestantesimo.

In pratica, i Sacri Monti diventarono una serie di “parchi a tema” sulla vita di Gesù, sul culto della Madonna, della Trinità, dei Santi, del Rosario, ecc. in aperto contrasto, anche stilistico, con le chiese protestanti che tendenzialmente sembrano dei garage. A questo punto il progetto dei Sacri Monti venne praticamente scippato dal vescovo di Milano Carlo Borromeo che fece prima terminare il Sacro Monte di Varallo come piaceva a lui per poi imporlo come modello per gli altri siti.

Ora io ho un po’ il dente avvelenato con San Carlo Borromeo perché a parte essersi fatto dedicare la statua del Sancarlone, non aveva fatto granché per venire definito così buono e santo. Tanto per dirne una, in Svizzera fece arrestare per stregoneria e torturare oltre 150 persone, facendo condannare al rogo dodici donne e il prevosto che non abiurarono alla fede protestante. Insomma, ‘sto San Carlo era tanto buono, ma solo con quelli della sua cricca cattolica.

Comunque proprio grazie all’ingerenza di San Carlo Borromeo alla fine del Settecento il ducato di Milano aveva monopolizzato la produzione e commercializzazione dei Sacri Monti con nuovi parchi a tema edifici religiosi a Crea, Ghiffa, Domodossola, Oropa, Orta, Ossuccio e Valperga e Varese (in ordine alfabetico). La struttura di ogni Sacro Monte doveva ricalcare le stesse regole di base, ma ogni santuario ha in seguito sviluppato uno stile artistico e architettonico originale dopo che San Carlo passò a miglior vita.

Cosa vedere al Sacro Monte di Varallo

Il santuario del Sacro Monte di Varallo comprende 45 cappelle con affreschi e statue a grandezza naturale, più una basilica come bonus. Cappelle e basilica sono uniti in uno scenografico percorso di vie e piazze che si snoda attraverso il bosco del promontorio.

A livello architettonico il Sacro Monte è molto interessante, peccato però che le visite siano orientate più a valorizzare l’aspetto religioso che quello storico. Io alla terza cappella già non ne potevo più e aspettavo con ansia il momento della crocifissione (scusate lo spoiler). Peccato che dopo la cappella della Crocifissione ci fossero ancora altre SETTE cappelle da vedere.

Vi assicuro che se fossi vissuta all’epoca della Controriforma sorbirmi tutta la Vita e la Passione di Cristo mi avrebbe fatto aderire alla fede calvinista in un lampo, ma evidentemente i popolani dell’epoca non la pensavano come me o erano troppo spaventati dal contrariare il loro simpaticissimo vescovo Carlo Borromeo.

Le statue e gli affreschi delle cappelle del Sacro Monte di Varallo sono visibili da dietro le grate volute da San Carlo Borromeo
Le statue e gli affreschi delle cappelle del Sacro Monte di Varallo sono visibili da dietro le grate volute da San Carlo Borromeo

Le opere d’arte nelle cappelle del Sacro Monte di Varallo

Ogni cappella del Sacro Monte di Varallo contiene affreschi o statue a grandezza naturale, realizzati dai migliori artisti e scultori rinascimentali. Purtroppo sono praticamente invisibili perché nascosti in penombra dietro grate di legno e vetro.

Al di là della loro funzione protettiva, le grate volute dal sempre presente San Carlo Borromeo – lo stesso che massacrò i protestanti svizzeri – sono così massicce proprio per separare fisicamente i pellegrini penitenti dalle scene sacre.

Alcune statue sono lavorate a grandezza naturale, altre sono manichini che sotto i vestiti hanno solo una struttura di legno. Alcune cappelle sono più belle di altre, tuttavia devo segnalarti che non ho capito la logica dei critici d’arte.

Per esempio, ho trovato la cappella Ultima Cena, elogiata per gli affreschi e le statue, di un kitsch difficilmente replicabile. Le statue di Gesù e discepoli sono infatti manichini originali del tardo Quattrocento dall’aspetto inquietante, mentre la decorazione rococò e le aggiunte di tovaglie, alimenti e decori dei secoli successivi la fa apparire più un negozio di robivecchi che un luogo di preghiera.

Manichini con inquietanti capelli veri circondati da frutta e decorazioni locali che compongono l'opera dell'Ultima Cena al Sacro Monte di Varallo
Manichini con inquietanti capelli veri circondati da frutta e decorazioni locali che compongono l’opera dell’Ultima Cena al Sacro Monte di Varallo

Il percorso del Sacro Monte di Varallo

La prima disposizione delle cappelle del Sacro Monte di Varallo, così come l’aveva immaginata Bernardino Caimi nel Quattrocento, ricalcava la base topologica dei luoghi di pellegrinaggio in Terra Santa. Nella seconda metà del Cinquecento, in piena Controriforma, l’architetto Galeazzo Alessi rivoluzionò il percorso in ordine cronologico per far seguire ai visitatori le tappe del cammino terreno di Gesù di cappella in cappella.

La funzione del Sacro Monte era infatti cambiata: dall’iniziale riproduzione dei luoghi emblematici della Terra Santa come alternativa al pellegrinaggio lo scopo era diventato proporre un percorso devozionale che coinvolgesse i fedeli, passando per i luoghi sacri del cattolicesimo.

I VIP della “Nuova Gerusalemme”

Tra i personaggi che hanno contribuito al successo del Sacro Monte di Varallo ci sono certamente il padre francescano Bernardino Caimi, promotore e ideatore del progetto, ma soprattutto il pittore e scultore Gaudenzio Ferrari che dedicò a quest’opera imponente la maggior parte della sua carriera.

Dalla seconda metà del Cinquecento invece il destino del Sacro Monte di Varallo fu legato a San Carlo Borromeo che lo sfruttò a suo vantaggio per promuovere i suoi principi della Controriforma. In compenso la sua ingerenza e le sue visite contribuirono ad aumentare la fama della “Nuova Gerusalemme”.

Si interessarono al Sacro Monte di Varallo anche i Savoia che finanziarono l’opera con generosità. Carlo Emanuele I dopo la sua visita del 1583 fece costruire la capella della Strage degli Innocenti, mentre la marchesa di Messerano fece erigere quella dell’Inchiodazione (allegria). L’intervento più invasivo sul Sacro Monte lo dobbiamo però a Donna Matilde di Savoia che sovvenzionò il completamento di una cappella e si fece costruire come residenza estiva un palazzo così grande da sembrare un eco-mostro.

In tempi relativamente più recenti il critico d’arte, scrittore e drammaturgo Giovanni Testori dedicò al Sacro Monte di Varallo l’espressione “gran teatro montano” per l’effetto scenico delle cappelle.

Sentiero del Sacro Monte di Varallo che porta alle cappelle che compongono la "Nuova Gerusalleme"
Sentiero del Sacro Monte di Varallo che porta alle cappelle che compongono la “Nuova Gerusalleme”

Informazioni per visitare il Sacro Monte di Varallo

L’accesso al Sacro Monte di Varallo Sesia è gratuito. Il sito religioso si trova all’interno di un’Area Protetta della Regione Piemonte per cui non è possibile spostarsi in auto. È prevista una ZTL molto costosa per i bus, tuttavia il modo migliore per raggiungere il Sacro Monte è la funivia che parte da dietro la chiesa Santa Maria delle Grazie di Varallo, dove si trova anche l’imponente Parete Gaudenziana che spoilera la visita.

Nel materiale informativo del Sacro Monte sono indicati anche dei percorsi accessibili tuttavia se hai problemi di mobilità o vuoi visitare il sito con un bambino e passeggino al seguito ti suggerisco di contattare l’ufficio turistico o il santuario e spiegare in dettaglio le tue necessità. I sentieri del Sacro Monte sono infatti quasi non asfaltati e per accedere alle cappelle sono presenti diversi gradini.

Perché visitare il Sacro Monte di Varallo se non sei cattolica

Se stai pensando di organizzare una gita o partecipare a una visita guidata al Sacro Monte e hai già visitato Israele, ti devo avvisare che nonostante il nomignolo di “Nuova Gerusalemme” l’intero complesso non ha nulla a che fare con i luoghi sacri della Palestina. Non c’è nulla, ma proprio nulla che mi abbia anche solo vagamente ricordato la vera Gerusalemme.

Altra premessa alle mie conclusioni: come avrai capito dai miei articoli sui luoghi religiosi non mi sento molto legata alla fede cattolica, anzi la fede mi manca proprio e l’idea di un cammino di penitenza per elevarmi spiritualmente mi lascia decisamente perplessa 😅

Allo stesso tempo se non avessi trovato nulla di interessante nel Sacro Monte di Varallo non avrei sprecato il mio tempo a scrivere una guida per miscredenti di più di 1500 parole (se non hai nulla di meglio da fare puoi contarle e scrivermi il numero esatto nei commenti).

Gli edifici sparsi su un promontorio roccioso e l’idea stessa di un percorso spirituale a tappe, se li guardiamo con un occhio interessato alla Storia più che alla religione, compongono un insieme spettacolare. Il messaggio di un cammino come percorso di elevazione spirituale può venire interpretato anche in modo più laico e diventare un messaggio universale decisamente più attraente, specialmente se ci togliamo la tediosa parte cattolica di peccato e penitenza.

Il messaggio della Porta Aurea dell’ingresso a Gerusalemme vale per tutti: dopo un cammino in salita si aprono le porte del Paradiso, o qualsiasi cosa ti immagini al suo posto.

📌 Santuario del Sacro Monte di Varallo
Piazza G. Testori
13019 Varallo (VC)

A questo punto mi piacerebbe leggere nei commenti cosa ne pensi della mia opinione sul Sacro Monte, se anche tu ne apprezzi il valore storico o se la parte religiosa è ancora in grado di coinvolgere i credenti a distanza di secoli dalla sua edificazione.

📌 Salva questo articolo su Pinterest

.

Altri post che potrebbero interessarti

Fammi sapere cosa ne pensi con un commento

Questo sito internet utilizza i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione. Conferma se sei d'accordo o leggi come vengono utilizzati i tuoi dati. Accetto Privacy & Cookies Policy